GAMeC-Bergamo

Arte

All’interno della nostra struttura ricettiva sarete immersi in una mostra permanente. 

In collaborazione con GAMEC, Galleria d’Arte Moderna E Contemporanea proponiamo una selezione di opere d’arte di grandi artisti del ‘900.

Tutte le riproduzioni sono originali e rigorosamente certificate dalle belle arti, accompagnate da una didascalia che vi permetterà di scoprirne la storia.

Home to go

Home To Go

Adrian Paci
Fotografia, 150x150cm


La riflessione di Adrian Paci su identità e appartenenza culturale, attrito tra traumi collettivi e affetti personali, si articola in racconti che parlano con sensibilità della condizione umana contemporanea.

Nella serie fotografica Home to go l’artista, conteso tra una rassicurante stabilità e il desiderio di essere libero, si autoritari sotto il peso di un tetto di tegole legato alla schiena le cui falde, riverse, rimandano ad un paio d’ali.

Omaggio floerale

Omaggio floreale

Enrico Baj
Olio e collage su tela, 40x50cm


La sconfinata creatività di Baj trova terreno nell’attività artistica, ma anche in quella letteraria e nel suo impegno civile.

Presente sulla scena culturale del dopoguerra, è fra i promotori del Movimento Nucleare – contro ogni “-ismo accademico” – e del Mouvement International pour un Bauhaus Imaginiste. Verso il ’55 appare nei suoi quadri la tecnica del collage, che utilizza materiale disparati come medaglie, tessuti, passamanerie, decorazioni.

Nell’opera lo sfondo è realizzato come una natura morta della tradizione pittorica seicentesca, mentre i due stravaganti personaggi davanti ad essa sono ottenuti con il collage di cordicelle, quadranti di orologio e occhi di resina.

Attraverso un’ironia dissacrante, l’artista opera una critica alla società contemporanea, ma allo stesso tempo, attraverso la metafora dell’innafiatoio che si inchina davanti al fiore, non dimentica l’attenzione alle relazioni umane. (A.R.)

Spitz-rund kandiskij

Spitz–Rund

Wassilij Kandinskij
Olio su cartone applicato su tavola, 72,5x32cm


Considerato il padre dell’astrattismo, l’artista approda intorno al 1910 a una pittura che non imita la natura, ma che deve scaturire da una “necessità interiore” – come scrive lo stesso ne Lo spirituale nell’Arte, saggio a cui lavora dal 1904 al 1909 – fatta di forme e colori che comunicano emozioni.

Dopo strutture nate dall’improvvisazione, dal 1922, negli anni di insegnamento al Bauhaus di Weimar, le forme si fanno geometriche e le campiture cromatiche separate. Spitz–Rund (aguzzo–rotondo) appartiene a questa fase.

Nel campo monocromo geometrie e linee si sovrappongono nello slancio verticale del dipinto.

I colori hanno per l’artista precise corrispondenze, anche musicali; Kandinskij, infatti, scrisse: “il triangolo è sempre giallo e risulta tagliente e imprevedibile”, come il suono della tromba, “il cerchio figura semplice, complessa e misteriosa, simbolo dell’universo”, trova corrispondenza nel contrabbasso e nel blu, il verde nel suono del violino.

Passeggiatrice in riva al mare

Passeggiatrice in riva al mare

Alberto Savinio
Tempera su tela, 30x20cm


Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea de Chirico, fratello minore del pittore Giorgio, nato come lui in Grecia, si dedicò dapprima alla musica, quindi alla letteratura, e solo nel 1927, a trentasei anni, alla pittura.

Il suo stile così unico si muove tra Surrealismo – conosciuto a Parigi – e Metafisica, la corrente di cui il fratello fu uno dei maggiori teorici, ma risente anche della sua personale formazione colta.

I soggetti prediletti, le figure metamorfiche – singolari sovrapposizioni di corpi umani e teste animali – nascono dalla conoscenza di teorie naturalistiche e psicologiche di inizio secolo sulle corrispondenze tra carattere e tratti somatici di una persona.

Esemplare è questo delizioso corpo di donna in abiti di primo Novecento, sormontato da una elegante testa di struzzo. Il quadro fu commissionato da Ubaldo Baratta, sarto e collezionista di Milano, con l’intento di formare una raccolta di opere di piccolo formato, come questa, capaci di illustrare la storia del costume.

Portatrici Acqua

Portatrice d’acqua

Massimo Campigli
Olio su tela, 55x38cm


Il percorso, che ha portato Campigli a trovare la forma espressiva via via a lui più congeniale, parte da una giovanile passione per la scrittura: sarà corrispondente a Parigi, nel 1919, per il “Corriere della Sera”.

Prima attratto dal cubismo e dal post–cubismo di Léger e Gris, approda alla riscoperta della grandiosità e della semplicità degli antichi. Nella pittura egizia e greca, ma soprattutto nell’arte etrusca, trova il modello per le sue tipiche figure femminili, arcaicizzanti e fuori dal tempo.

I volti stilizzati, la fissità dello sguardo, i gesti bloccati nella quotidianità, così come la ridotta scala cromatica con una predilezione per i colori terrosi e l’effetto dell’affresco, tutto concorre a creare la suggestione di un’età arcaica, innocente e primitiva, non inserita nel contesto del “ritorno all’ordine”, tra le due guerre, che costituì un momento di ripiegamento rispetto alle avanguardie, e di ritorno al figurativo.

La ragione nelle mani

Stefano Boccalini
Installazione, legno intrecciato, misure variabili


Il progetto Le ragioni nelle mani è vincitore dell’ 8° edizione del bando Italian Council promosso dal Ministero per i Beni e le Attività culturali. Stefano Boccalini, da sempre rivolto a temi sociali e antropologici, sceglie qui di lavorare in una dimensione locale, quella della Val Camonica, chiaramente connotata sia geograficamente che culturalmente.

Parole intraducibili si concretizzano in materia attraverso il relazionarsi di tutti i soggetti attivamente partecipanti di uno scambio di conoscenze teoriche e di pratiche artigianali peculiari, testimoni di una specifica e collocata tradizione culturale oggi sull’orlo dell’oblio.

Un gruppo di bambini attraverso uno workshop ha imparato il significato di cento parole non traducibili da altre culture e ne ha scelte nove; alcuni ragazzi hanno poi avuto la possibilità di seguire lezioni e laboratori tenuti da anziani artigiani – depositari delle antiche tecniche della tessitura dei pezzotti, dell’intaglio, dell’intreccio dei guinchi – che hanno condotto alla realizzazione di “opere collettive”, generate dal coinvolgimento ideale ed emotivo di una comunità tuta.

Ohana

Ohana

Stefano Boccalini
Installazione, legno intrecciato, misure variabili. Dalla serie “La ragione delle mani”


OHANA (Hawai) “significa famiglia, famiglia significa che nessuno viene abbandonato o dimenticato, e non si fa riferimento solamente ad un legame di sangue ma anche ai rapporti di amicizia”

Sisu

Sisu

Stefano Boccalini
Installazione, legno intrecciato, misure variabili


SISU (finlandese) “è una sorte di coraggio quotidiano, di grinta, di determinazione che aiuta ad affrontare le sfide, piccole o grandi, cha la vita di pone. Non è la ricerca della felicità, che è un momento effimero, ma la ricerca del benessere”

Balikwas

Balikwas

Stefano Boccalini
Installazione, legno intrecciato, misure variabili


BALIKWAS (Tagalog, Filippine) “significa abbandonare la propria zona di comfort, dubitare delle certezze, cambiare il proprio punto di vista, vedere le cose in modo diverso e nuovo, in modo che si possano raggiungere risultati sorprendenti.”

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